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Fruttosio: è veramente dietetico?

 

Utilizzare fruttosio in sostituzione del classico zucchero da cucina sta diventando una pratica sempre più diffusa nel nostro paese. Lo scopo è quello di sostituire lo zucchero con un prodotto “dietetico” ma che, in realtà, non lo è.
Il nome “fruttosio” deriva dalla sua elevata presenza nella frutta. Questa definizione, di per se, indurrebbe ancor di più le persone a considerarlo un alleato della salute, secondo il classico binomio “frutta = salute”. In realtà, questo zucchero è presente a concentrazioni elevatissime nel miele, dove può rappresentarne anche la metà del peso. E’ ovvio che la frutta faccia bene,   fruttosio compreso. Questo perchè oltre agli zuccheri semplici, categoria di cui fa parte anche il fruttosio, la frutta contiene fibre che rallentano l’assorbimento intestinale degli zuccheri dando più tempo al nostro organismo di metabolizzarli senza danni.

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PERCHE’ E’ VENDUTO COME DOLCIFICANTE DIETETICO
Il fruttosio presenta una caratteristica essenziale: un elevato potere dolcificante.
Tradotto, a parità di peso il fruttosio risulta più dolce del normale zucchero da cucina (il saccarosio). Ecco il motivo principale della sua adozione come dolcificante. In aggiunta, il fruttosio presenta un apporto calorico leggermente inferiore di quello del saccarosio: 3,75 kilocalorie per grammo anzichè 4. Altro punto a favore del fruttosio è il basso indice glicemico: l’ingestione di fruttosio determina un minor aumento di glicemia rispetto all’ingestione di una stessa quantità di saccarosio.

PERCHE’ ALLORA LA COMUNITA’ SCIENTIFICA E’ DEL TUTTO LONTANA DAL GIUDICARE IL FRUTTOSIO COME ZUCCHERO SALUTARE?
Un numero sempre maggiore di studi afferma che l’eccesso di fruttosio è direttamente implicato nell’ aumento dei fattori d’infiammazione e nell’insorgenza di obesità e insulino resistenza. In particolare, è stato dimostrato che il fruttosio, nonostante un indice glicemico basso, è in grado di interferire col metabolismo lipidico. Questo meccanismo è alla base della potenziale dannosità di questo zucchero che può contribuire all’insorgenza anche di altre patologie oltre a quelle già menzionate. E’ il caso, ad esempio, della steatosi epatica.

QUINDI IL FRUTTOSIO E’ IL MALE ASSOLUTO? NO.
Tutti gli studi prendono in esame il consumo di fruttosio puro. Come già detto, in alimenti come la frutta è “innocuo” grazie alla presenza delle fibre. Il secondo aspetto da considerare è che, come per gli altri zuccheri semplici, i suoi effetti dannosi possono essere evitati grazie all’attività fisica. Concludendo quindi, il consumo di fruttosio andrebbe ponderato in base al proprio stile di vita. Nel caso di individui sedentari, anche se in regime dietetico, andrebbe preferito il saccarosio come dolcificante purchè in minime quantità. Viceversa, chi pratica regolarmente sport può anche concedersi questo dolcificante.

Dr. Giuseppe Amato – Biologo Nutrizionista

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