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Mangiare di meno allunga la vita degli anziani

Sono molte le indicazioni mediche e comportamentali che gli anziani dovrebbero seguire per migliorare la qualità della vita oltre che ad accrescerne la lunghezza.

L’ultimo studio arriva da In Chianti (invecchiare in Chianti) che, negli ultimi 9 anni, ha condotto una ricerca su circa 900 aniziani residenti nei dintorni del capoluogo toscano.

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I primi risultati parlano chiaro: la longevità sembra essere in parte legata all’alimentazione, o meglio alla quantità di cibo ingerito quotidianamente nel nostro organismo. La ricerca in questione, che poi sarà pubblicata sulla rivista “age and ageing“, mette in luce che il regime calorico di una persona anziana dovrebbe essere di 700 Kcal in meno rispetto a quello di una persona più giovane.

Insomma, parlando semplicemente, alle persone anziane basterebbe ridurre la quantità di cibo ingerita giornalmente del 10% per ottenere benefici a lungo termine. Questa variazione, infatti, abbassa notevolmente il rischio di incorrere in potenziali disabiltà motorie.

A questo punto bisognerà far capire alle persone anziane che mangiare tanto non è sintomo di buona salute. Un messaggio che, spesso, non essere recepito dalle suddette persone: secondo le statistiche una donna su tre è sovrappeso, mentre per l’uomo il rapporto scende a uno su cinque.

FOTO – sxc

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