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Nuova scoperta sui sogni: la loro qualità dipende dalla conformazione di due aree cerebrali

“I sogni son desideri” cantava Cenerentola… Mica del tutto vero! In realtà la qualità e le bizzarrie del mondo onirico, così come la precisione nel ricordarne i particolari, sembra dipendano dalle caratteristiche di forma e dimensione di due aree cerebrali: l’amigdala e l’ippocampo.

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Lo studio che ha fatto luce sulla fase REM è di un team di ricercatori del dipartimento di Psicologia della Sapienza e del dipartimento di Neurologia clinica e comportamentale dell’IRCCS Santa Lucia, insieme a ricercatori dell’Università dell’Aquila e Bologna.

La ricerca è stata effettuata con una tecnica ipermoderna che ha permesso di focalizzare, con delle metodiche di neuroimmagini da visualizzare, gli aspetti microstrutturali delle due aree indagate.

Il coordinatore della ricerca, il Prof. Luigi De Gennaro, spiega: «Tutto è iniziato due anni fa, quando ci siamo chiesti se aspetti microstrutturali della nostra anatomia cerebrale possono spiegare perchè alcuni di noi non ricordano affatto i sogni, mentre altri ne conservano un ricordo così dettagliato che potremmo chiamarlo quasi “filmico”. Allo stesso modo, tra coloro che ricordano con regolarità i sogni, alcuni presentano narrazioni di estrema incongruenza e bizzarria e/o elevata emozionalità, mentre altri sono in grado di riportare poco più che descrizioni assai povere di eventi e scene. Tutto questo non significa che solo gli aspetti strutturali del sistema nervoso spieghino le caratteristiche dei nostri sogni. Abbiamo infatti già dimostrato che alcune condizioni specifiche, come il sonno profondo successivo a un lungo periodo di veglia, aboliscono quasi completamente il ricordo dei sogni».

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